Chi siamo

Into the Food si occupa di Food Design, disciplina che racchiude gli studi progettuali e le ricerche che portano alla nascita di nuovi prodotti legati al cibo o nuovi modi di mangiare in un determinato contesto. Un nuovo punto di vista prende forma dal cibo, le persone si sentiranno colpite da questa nuova esperenzialità, grazie al modo con cui verranno coinvolte e affascinate. Siamo convinti che la progettazione, che passa attraverso il cibo, porterà ad un nuovo modo di relazionarsi con esso e ad una maggiore consapevolezza riguardo la sua importanza.

Food e Eating Design sono termini recenti che racchiudono il processo di studi progettuali e le ricerche che portano alla nascita di nuovi prodotti legati al cibo o nuovi modi di mangiare in un determinato contesto. Con l’Eating e il Food Design, il cibo e l’atto alimentare non vengono più generati empiricamente, come avveniva fin dalle origini dell’uomo, ma nasce da ricerche che spaziano dalla biologia, alla genetica, all’antropologia, alla psicoanalisi, alla sociologia dell’alimentazione, alle ricerche sulla sociabilità e la mediazione sociale, non ultima alla storia dei sistemi cucinari e le forme di convivialità. Nei progetti di Food design il designer lavora direttamente con il cibo trattandolo come un qualsiasi prodotto di design. Tale processo parte lavorando con concetti come matericità, estetica, usabilità, bisogni a cui rispondere e il messaggio che si vuole trasmettere. Il food designer concepisce gli elementi edibili che comporranno il piatto così come un architetto guarda i materiali che comporranno l’opera architettonica; texture, colore, consistenza, odori, suoni saranno elementi attraverso i quali passerà il progetto. Il progetto di Eating design riguarda tutto ciò che accade intorno al piatto prendendo ispirazione dalle origini del cibo, dalla storia alla cultura del cibo, dalla preparazione fino al modo in cui viene servito e mangiato. Il progetto non mira alla progettazione delle forme del cibo, ma a tutto ciò che fa da sfondo al cibo stesso, le forme sono solo strumenti per raccontare una storia. Il progetto si muove tra le relazioni che si instaurano tra il soggetto, il cibo e l’ambiente circostante creando un’esperienza unica.

il team

Antonella Mignacca
Food designer

Antonella Mignacca dopo studi artistici e una laurea in architettura e design, incontra il cibo come progetto, uno strumento potente per arrivare alle persone.I primi anni di ricerca la portano a contatto con i movimenti che dal primo decennio nascevano all’estero reinventando rituali e immaginando il cibo del futuro. Comprende subito la potenzialità di quell’approccio per poter innovare la cultura italiana legata al cibo, così fonda Into the Food.

Cambiare l’esperienza legata al cibo, valorizzando le filiere e la cultura con un approccio sistemico è la mission del suo studio. Ha sperimentato molto negli anni anni dedicandosi allo sviluppo di format per eventi, ha progettato esperienze per il mondo della ristorazione e il turismo esperienziale, ha fatto consulenze per aziende agricole che vanno dalla comunicazione all’accoglienza.

Antonella è anche una food activist e si è occupata per l’associazione internazionale Slow Food del coordinamento delle comunità locali che nascono per la tutela del territorio o della biodiversità “umana” e vegetale

Manlio Paglione
Graphic & Digital Designer

Il mezzo di oggi, il mezzo del futuro: la comunicazione digitale.

Laureato in Graphic Design alla Sapienza di Roma e proveniente dal modo nerd dell’ingegneria informatica, applica creatività e conoscenza tecnica a tutta la comunicazione che passa per web e smartphone. 

Sfruttare la potenza universale della comunicazione visiva per rendere il tuo messaggio chiaro ed efficace è il nostro obiettivo. In INTO THE FOOD siamo esperti in food graphic design e siamo in grado di sviluppare tutte le fasi del progetto, dall’ideazione alla progettazione grafica.

la giraffa e l'acacia

Il Logo di Into the Food nasce partendo dall’idea del legame tra gli esseri viventi e il proprio cibo. La selezione delle giraffe a collo lungo è avvenuta proprio perché l’ acacia ad ombrello, base della loro alimentazione, è una pianta molto alta; mentre le giraffe a collo corto avevano molta più concorrenza con gli altri animali erbivori, le giraffe a collo lunghe sono sopravvissute proprio perché potevano mangiare indisturbate queste magnifiche piante. Il legame tra cibo, essere vivente e territorio è fortissimo ed è molto evidente nella selezione di questa creatura che abbiamo scelto come simbolo del nostro lavoro. Se “Siamo ciò che mangiamo”, celebre frase del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, allora quale esempio migliore della giraffa!