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Il progetto

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La città nasce nel momento in cui l’uomo decide di organizzare la propria vita attorno a luoghi con determinate funzioni che servano all’intera comunità. Gli spazi pubblici diventano dei luoghi nei quali incontrarsi, stare insieme, commerciare, celebrare insieme i riti religiosi, svolgere attività comuni e utilizzare servizi comuni. Alle piazze reali, caratterizzate dall’essere luoghi aperti a tutti e per diverse attività, si sono sostituite le grandi cattedrali del commercio che riducono l’interesse del frequentatore al solo acquisto di merci. Con il progetto Public Space di Into the Food il fruitore si ritroverà a vivere lo spazio museale come fosse uno spazio pubblico aperto. L’illusione di stare in una piazza o in un giardino, riporterà le persone a sentirsi parte di una stessa comunità. Il cibo verrà servito in dei fagotti di stoffa annodati come il pasto che veniva preparato dai contadini per poter essere consumato all’aperto. Una volta aperto il tovagliolo si è invitati ad collegare il proprio a quello degli altri incoraggiando la collaborazione, la condivisione e lo scambio di esperienze. Vogliamo farci promotori di un’aggregazione sociale costruttiva, carica di valori che difficilmente ritroviamo nella nostra quotidianità. Solo il recupero dell’equilibrio nel rapporto tra uomo e società ci può riportare a risanare la crisi e la decadenza attuale della città, della comunità e degli spazi pubblici. Into the Food collabora alla rassegna fotografica Urban Portraits che analizza la relazione della città ed un suo aspetto sempre diverso. Questo progetto ha aperto la prima mostra della rassegna che aveva come tema gli spazi pubblici.

Il progetto

La città nasce nel momento in cui l’uomo decide di organizzare la propria vita attorno a luoghi con determinate funzioni che servano all’intera comunità. Gli spazi pubblici diventano dei luoghi nei quali incontrarsi, stare insieme, commerciare, celebrare insieme i riti religiosi, svolgere attività comuni e utilizzare servizi comuni. Alle piazze reali, caratterizzate dall’essere luoghi aperti a tutti e per diverse attività, si sono sostituite le grandi cattedrali del commercio che riducono l’interesse del frequentatore al solo acquisto di merci.

Con il progetto Public Space di Into the Food il fruitore si ritroverà a vivere lo spazio museale come fosse uno spazio pubblico aperto. L’illusione di stare in una piazza o in un giardino, riporterà le persone a sentirsi parte di una stessa comunità. Il cibo verrà servito in dei fagotti di stoffa annodati come il pasto che veniva preparato dai contadini per poter essere consumato all’aperto. Una volta aperto il tovagliolo si è invitati ad collegare il proprio a quello degli altri incoraggiando la collaborazione, la condivisione e lo scambio di esperienze. Vogliamo farci promotori di un’aggregazione sociale costruttiva, carica di valori che difficilmente ritroviamo nella nostra quotidianità. Solo il recupero dell’equilibrio nel rapporto tra uomo e società ci può riportare a risanare la crisi e la decadenza attuale della città, della comunità e degli spazi pubblici.

Into the Food collabora alla rassegna fotografica Urban Portraits che analizza la relazione della città ed un suo aspetto sempre diverso. Questo progetto ha aperto la prima mostra della rassegna che aveva come tema gli spazi pubblici.

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